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Pubblicato il 23 Gennaio 2019

Anche quest’anno, il 27 gennaio ricorre una data importante. Ormai da molto tempo, in tutto il mondo si celebra la Giornata della Memoria.
Ma cosa vuol dire “memoria”? Ti sei mai chiesto perché sia così importante ricordare?
In occasione di questo giorno, ormai prossimo sul calendario, ripercorriamo insieme le tappe e le ragioni che hanno condotto all’istituzione di questa ricorrenza, in Italia nel 2000 e nel resto del mondo nel 2005. 

IL 27 GENNAIO 1945: LA LIBERAZIONE DI AUSCHWITZ.

La storia di questo avvenimento ci riporta indietro nel tempo, al 27 gennaio del 1945, quando sul finire della seconda guerra mondiale, i cancelli di Auschwitz furono abbattuti dall’esercito sovietico. Nel campo di concentramento si trovavano circa 9000 prigionieri dell’esercito tedesco, che le SS non fecero in tempo a liquidare prima dell’arrivo dell’Armata Rossa.     
Mentre circa 60.000 prigionieri furono costretti dalle SS a evacuare il campo di Auschwitz e a marciare verso la morte.
Oltre a tantissime vite ingiustamente spezzate, furono anche eliminate molte delle prove materiali dei crimini compiuti dalle SS, tra cui i forni crematori industriali (dove venivano bruciati i cadaveri delle persone uccise ad Auschwitz) e altre proprietà delle vittime dello sterminio.
Purtroppo, sebbene l’arrivo dei sovietici ad Auschwitz rappresentasse la fine dello sterminio degli ebrei per mano nazista, quel teatro degli orrori era talmente desolante, che la stampa sovietica non riuscì ad annunciare la liberazione di Auschwitz con esultanza e clamore. Quel giorno infatti, col tempo assunse un significato simbolico: la fine della persecuzione degli ebrei.  

LA GIORNATA DELLA MEMORIA IN ITALIA.

In Italia il 27 gennaio ha assunto pieno valore, istituzionale e ufficiale, il 20 luglio del 2000, quando, con la legge numero 211, fu istituito il Giorno della Memoria. Si tratta di una commemorazione pubblica in memoria, non solo della Shoah, ma anche delle leggi razziali approvate sotto il regime fascista e in omaggio a tutti gli italiani, gli ebrei e, in generale, tutte le persone deportate, imprigionate e uccise dai nazisti.      

Tramite questa legge si istituisce l’organizzazione di cerimonie, manifestazioni ed eventi, al fine di commemorare le vittime della strage nazista e a indurre, soprattutto le nuove generazioni, a riflettere su quanto è accaduto e perché. L’obiettivo è chiaramente quello di sensibilizzare i giovani, affinché imparino dal passato a non ripetere nel futuro gli stessi errori che sono stati commessi dalle generazioni precedenti. Non a caso la stessa legge recita “simili eventi non possano mai più accadere”. 

LA DELIBERAZIONE DELL’ONU NEL 2005.

Nel resto d’Europa e del mondo, il 1° novembre 2005, la giornata del 27 gennaio fu riconosciuta come la Giornata Internazionale della Commemorazione in memoria delle vittime dell’Olocausto. Fu ad opera dell’Assemblea Generale delle Nazioni Unite che, riunitasi quel giorno in occasione dei 60 anni dalla liberazione dei campi di concentramento, lo  proclamò ufficialmente.

Non fu solo l’Italia ad anticipare l’ONU nel 2000, ma anche la Germania nel 1996 e il Regno Unito nel 2001.     

Attraverso l’istituzione di una giornata mondiale della memoria, si è sancito il dovere, per ogni Stato Membro dell’Organizzazione, di tramandare alle future generazioni le “lezioni dell’Olocausto”, promuovendo l’educazione, la ricerca ed il ricordo e rifiutando qualsiasi tentativo di negazione dello stesso. Va da sé che in questa giornata, come in ogni momento, l’intolleranza, l’odio e l’aggressività verso persone e comunità, basate su discriminazioni religiose, etniche, politiche e di genere, sono condannate senza riserva.     

 

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LE ALTRE GIORNATE DELLA MEMORIA.

Ma la Shoah non è l’unico esempio di genocidio della storia dell’umanità. Infatti, vanno ricordati anche quello degli armeni in Turchia, durante la Prima Guerra Mondiale, o quello ad opera della dittatura comunista in Cambogia a metà anni ‘70, o le terribiliep dortazioni di contadini per mano di Stalin negli anni ‘30/‘40.
Ciò che tuttavia rende unica la Shoah, è che non fu una semplice logica bellica a guidare il corso degli eventi, ma un vero e proprio progetto razionale, accuratamente studiato e organizzato, che si avvaleva persino della tecnologia, di impianti e strutture volte ad effettuare un vero e proprio sterminio della razza. Il disegno era quello di cancellare un intero popolo dall’Europa.  

PERCHÉ È IMPORTANTE RICORDARE?

Perché è così importante ricordare e commemorare le vittime della Shoah?
Ciò non deve far pensare che vi siano delle vittime di serie A e delle vittime di serie B, meno importanti e meno ricordate. Il Giorno della Memoria vuole essere un riconoscimento unico e universale, a nome di tutte quelle persone che hanno perso ingiustamente la vita per mano di altri uomini.
Dunque la memoria storica della Shoah non riguarda soltanto il popolo ebraico, ma l’intera umanità, perché da questi avvenimenti si possano trarre insegnamenti validi in ogni tempo e in ogni luogo. Affinché il ricordo della Shoah sia utile, la memoria non deve condurre soltanto all’indignazione e alla denuncia morale contro i crimini nazisti. Perché la memoria abbia un senso, è importante capire l’origine del male attorno al quale si è sviluppato l’atroce progetto di distruzione di Hitler, ossia che su questa Terra non può esistere un popolo o una razza “superiore” ad un’altra.

Ciò che chiamati a ricordare è che non si considerino le naturali differenze religiose, linguistiche e culturali, esistenti tra le popolazioni del mondo, come un limite o un ostacolo sociale, ma rappresentino invece una ricchezza, una possibilità di crescita personale e collettiva. 
E che non bisogna erigere muri, ma costruire ponti, attraverso i quali tutti gli esseri umani della Terra possano essere liberi di sentirsi cittadini del mondo.